domenica 9 dicembre 2012

«Vita in campagna»: recensione di Apicoltura all'abbazia di Buckfast

La rencensione è apparsa sul numero di «Vita in campagna» di dicembre/2012,
a firma Alessandro Pistoia (AP) autore di "Apicoltura tecnica e pratica"
(uno dei manuali italiani più apprezzati),  che cura la pagina di apicoltura
della rivista. Lo salutiamo e ringraziamo.







venerdì 19 ottobre 2012

NOVITA': L'incubo della pala insanguinata

 Finalmente vede la luce, fuori collana, una pubblicazione che è rimasta a lungo nel cassetto. 
Sono solo 200 copie numerate: la prima l'abbiamo consegnata a Piero Romanelli, la seconda a Mariarita Signorini - altre ad altri amici impegnati nella lotta contro gli impianti eolici industriali su crinali e aree di valore naturale in tutta Italia...



recensioni

lunedì 21 maggio 2012

Convegno sull'apicoltura urbana

Il prossimo fine settimana a Torino si terrà il primo convegno italiano sull'apicoltura urbana
- e tra i relatori ci sarà Antonio Barletta, autore del nostro opuscolo URBEES!


Ordini, Spedizioni e Pagamenti

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(chi usa questo sistema di pagamento sa già come usarlo...)


domenica 20 maggio 2012

nuova uscita: Danni collaterali

Con le nostre scuse informiamo che il libro,  presentato in questo blog nel post del 10 marzo, effettivamente è disponibile e in vendita (per richiederlo basta inviare una mail).
Per una serie di contrattempi e impegni purtroppo non siamo ancora riusciti a organizzare una presentazione e un lancio, con tutto quello che di solito segue (recensioni, critiche ecc.ecc.).
Speriamo di riuscirci prima dell'estate.
EM

sabato 10 marzo 2012

ANTICIPAZIONE: uscita imminente

Michele Speranza
Danni collaterali
Roadkill

Presentazione di Luca Vitali

Prima tiratura limitata a 500 copie
pp. 72, di cui 32 pp. a colori
Formato: 17 x 24 cm,
Collana: altrismo, 01
Prezzo:  € 10.-
Acquistalo subito con paypal: clicca qui!


















Uscita: marzo 2012

È una strage di proporzioni immense, che ogni giorno si ripete su tutte le strade del mondo - ma anche e soprattutto sotto gli occhi di ciascuno di noi, quando viaggiamo in macchina. Se ne parla poco, i dati sono sconosciuti. L'argomento viene affrontato da studi ambientali, convegni e pubblicazioni scientifiche e documentarie, ma quasi esclusivamente all'estero.
L'autore, partendo dalla sua decisione di fotografare gli animali investiti che incontrava viaggiando in macchina, ha tentato per la prima volta di riflettere su un fenomeno che dalla maggior parte di noi viene totalmente rimosso, affrontando i diversi aspetti di un'indagine ambientale che è anche sociale e culturale. La scarna documentazione fotografica che propone si arricchisce delle riflessioni ed emozioni vissute sul campo: testo e immagini arrivano così a integrarsi per svelare, in maniera pacata e misurata, una realtà drammatica quanto quotidiana.

Un libro impressionante e di forte impatto, ma anche lieve: le immagini degli animali uccisi creano un violento impatto emotivo su cui il testo si innesta con naturale delicatezza. Il calmo e compassionevole ragionare, spinge il lettore ad aprire un proprio dialogo interno, affrontando rimozione e disagio, paura e dolore, pacificando quel lutto per il mondo selvatico che tutti noi, più o meno consapevolmente, ci portiamo dentro.


dalla "Premessa dell'autore":

...
Mentre guidavo ho visto in mezzo alla strada un animale investito. Pensare che era vero, verissimo, anche se scappava ai miei occhi come le immagini viste dai finestrini in corsa, mi ha in qualche maniera fatto sentire chiamato e, questa volta, con una forza diversa. Forse perché il soggetto era così evidentemente doloroso non ho potuto tirare diritto. Il richiamo del corpo ucciso, della vittima presente, era infinitamente più forte. Fermarmi ha significato fermare il mio correre e incontrare in un incontro impossibile gli animali che erano lì, abbandonati, ignorati, morti da poco. Non fuggivano, non si muovevano.

Naturalmente anche prima provavo pena per quei corpi straziati, ma non mi ero mai fermato, non ero sceso, non avevo fatto nulla, limitandomi a sterzare per aggirarli e inviare loro un pensiero di cordoglio. È stata la macchina fotografica, all'improvviso, che ha cambiato la situazione: se da un lato faceva di me un inviato, impegnato a ritrarre come reportage la propria vita, dall'altro mi ha costretto ad agire. Credo sia un impulso istantaneo: date a una persona una macchina fotografica, mettetela davanti a un evento per lei significativo, che la emoziona, e automaticamente, proprio per scaricare e sottolineare questa tensione emotiva, alzerà la mano per inquadrare e scattare. Lo fanno tutti, ormai, con i cellulari, ogni giorno ne vediamo innumerevoli casi: "questo voglio ricordarlo, questo voglio farlo vedere", sono due pensieri che stanno alla base di qualsiasi fotografia. Fermare per ricordare e mostrare. È stata la macchina fotografica lo strumento che mi ha dato la forza di frenare la prima volta, e poi tutte le altre. Senza, e me ne accorgo solo ora mentre rifletto scrivendo queste note, non mi sono mai fermato, nemmeno dopo.



Michele Speranza è nato a Napoli nel 1969. Ha studiato e lavorato nella comunicazione e nel marketing. Vive in Mugello da più di dieci anni, cercando di fare il contadino. Questo è il suo primo libro.



 recensioni

Cartaresistente 23/10/2012

Troglotribe su «Terranuova» 2-2013

«D-blog: zoelagatta» di Macri Puricelli, 7-2013
 

Presentato ad Apimell: UrBees, progetto di apicoltura urbana


Progetto UrBees
"La nostra rivoluzione"
Una rapida introduzione all'Apicoltura urbana e al progetto UrBees
a cura di Antonio Barletta

formato 33 x 11 cm 
18 pp non numerate 
Collana: opuscoli 
Prezzo: non indicato
Uscita: Apimell, 2 marzo 2012

Con questa pubblicazione Edizioni Montaonda dimostra che nel campo dell'apicoltura non vuole limitarsi a tradurre i classici di Padre Adam. 
Nello stesso tempo questo "libretto a fisarmonica" apre una nuova serie di pubblicazioni, gli Opuscoli,  concepite per essere aggiornate fino alla novità del giorno prima - nello stesso tempo economiche, di rapida lettura e facile diffusione.

Antonio Barletta, è il giovane e intraprendente promotore di UrBees, un progetto pilota nato a Torino per sviluppare e incentivare l'apicoltura urbana. Ci ha contattati per chiederci di aiutarlo a promuovere la sua iniziativa. Ci siano incontrati, ed è nato questo opuscolo, informativo e propositivo, ricco di idee ed energie pronte per essere allevate e cresciute. Sperando che il contagio si diffonda.


Cos'è l'apicoltura urbana?
Si tratta di un fenomeno estremamente interessante che, al pari del suo parallelo degli orti urbani, è ormai largamente diffuso in tutto il mondo (ma ancora poco in Italia!). Diversamente da come si immagina, le api in città stanno bene, anzi meglio che in campagna dove negli ultimi anni hanno subito morie impressionanti - causate in primo luogo dagli insetticidi. Rifugiate in città le api hanno trovato apicoltori e cittadini disposti ad aiutarle a sopravvivere. Si è scoperto così che la città offre alcuni vantaggi essenziali per le api, e che il loro miele, contrariamente a come può sembrare, è buono e sano. Inoltre le api, con la loro azione impollinatrice, aiutano notevolmente la flora urbana, e quindi il verde e l'uomo stesso. 
L'apicoltura urbana, nel giro di pochissimi anni è dilagata in tutte le grandi città del mondo, New York, Londra, Parigi, Tokyo, Hong Kong, e sta contagiando migliaia e migliaia di cittadini sensibili all'ambiente, desiderosi di attuare in proprio forme di resistenza all'industrializzazione del ciclo agroalimentare. La pratica apistica viene insegnata in corsi e praticata in gruppo diventa un divertente aggregante sociale; piace ai banbini che si appassionano per il mondo di questi insetti industriosi, diventa una moda e una tendenza. Grandi marchi e firme sponsorizzano l'installazione di alveari sui proprio tetti (per es. Vuitton a Parigi). Si era mai vista
prima una moda che crea un prodotto al 100% ecosostenibile e per di più sviluppa nuove chance per la biodiversità e la sopravvivenza del mondo animale e vegetale?

Contatti
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